
Tipologie di contratto di locazione: quale scegliere davvero?
Quando si parla di affitti, c’è sempre una domanda che torna fuori:
“Che contratto faccio?”
E la verità è che non esiste una risposta unica.
Dipende dall’immobile, certo. Ma soprattutto dipende da cosa vuoi ottenere davvero:
- vuoi guadagnare di più
- vuoi pagare meno tasse
- vuoi evitare problemi
Perché ogni scelta cambia il risultato finale.
Qui ti spiego le principali opzioni, senza giri di parole.
E soprattutto: quando conviene davvero usarle.
Il classico: contratto 4+4 (canone libero)
È quello che conoscono tutti.
- dura 4 anni + altri 4 automatici
- il canone lo decidi tu
- hai più libertà
Ma c’è un punto che spesso viene sottovalutato:
la tassazione è più alta.
👉 In pratica: è la scelta standard.
Funziona, ma non è sempre la più conveniente.
Il più interessante (spesso): canone concordato 3+2
Qui iniziano le cose serie.
Molti proprietari ci dicono sempre la stessa cosa:
“Il concordato no, tanto si guadagna meno.”
Ed è proprio qui che spesso si sbagliano.
Sì, il canone è più basso.
Ma quello che conta davvero è quanto ti resta in tasca.
👉 Con la cedolare secca al 10% e le agevolazioni, in molti casi il netto è più alto del canone libero.
E non solo:
- trovi inquilini più velocemente
- riduci i tempi in cui la casa resta vuota
- hai meno rischio
👉 Tradotto: più continuità e meno stress.
📌 Prima di decidere, fai questa cosa:
In 30 secondi puoi capire se il tuo immobile rientra nel canone concordato e quanto potresti chiedere davvero.
👉 https://domusreggio.it/canone-agevolato
Così capisci subito se stai lasciando soldi sul tavolo oppure no.
Contratto transitorio: ha senso solo in alcuni casi
Qui bisogna stare attenti.
- durata da 1 a 18 mesi
- serve una motivazione reale (lavoro temporaneo, esigenze specifiche)
Non è un “4+4 più corto”.
Se lo usi senza una vera motivazione, rischi che venga contestato.
👉 Va bene quando ha senso.
Se lo usi “tanto per”, meglio evitare.
Contratti per studenti
Se hai un immobile in zona universitaria, questo è da considerare seriamente.
- durata flessibile (6 mesi – 3 anni)
- alta richiesta
- spesso collegato al canone concordato
👉 In molte situazioni è una delle soluzioni più efficienti.
Affitti brevi (tipo Airbnb)
Qui entriamo in un altro mondo.
- affitti sotto i 30 giorni
- potenzialmente guadagni di più
Ma attenzione:
non è rendita passiva.
👉 Funziona bene solo se:
- hai una posizione forte
- sei disposto a gestire tutto (o delegare)
Altrimenti diventa solo complicazione.
Cedolare secca: la vera leva
Qui si gioca gran parte della strategia.
- 21% sul canone libero
- 10% sul canone concordato
Ed è proprio questo che cambia tutto.
👉 Anche con un affitto più basso,
puoi ritrovarti con più soldi netti in tasca.
Quindi: quale scegliere?
Te lo dico in modo diretto:
- Vuoi semplicità → 4+4
- Vuoi ottimizzare davvero → canone concordato (da valutare sempre)
- Hai esigenze temporanee → transitorio
- Sei in zona universitaria → studenti
- Vuoi fare un’attività più attiva → affitti brevi
Il punto che molti ignorano
Il contratto giusto non si sceglie “a sensazione”.
Si sceglie facendo due conti veri:
- quanto puoi chiedere
- quanto paghi di tasse
- quanto tempo resta vuota la casa
- quanto rischio ti prendi
👉 E proprio per questo il primo passo è semplice:
inserisci i dati del tuo immobile e verifica subito se rientri nel concordato.
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In meno di un minuto hai già un’indicazione concreta.
Se vuoi fare la scelta giusta
Noi di Domus Immobiliare facciamo questo ogni giorno.
Non si tratta solo di affittare casa.
Si tratta di far rendere davvero il tuo immobile.
Se vuoi un confronto concreto sul tuo caso, scrivici.
Ti diciamo cosa conviene fare.
Senza giri di parole.
